• Décor,  Raccolgo storie

    Pennello secco

    Questa è la piccola storia di uno dei due specchi che tempo fa ho comprato da uno svuotacantine. Non so perché un oggetto mi chiama, forse mi parla, mi dice come potrebbe diventare. So solo che caricare sulla mia Punto un oggetto eliminato, venduto a poco prezzo, mi regala l’emozione di recuperare un randagio;) L’ho regalato a mia mamma e le ho detto: fanne ciò che vuoi. Così, dopo il trattamento a pennello secco, lo specchio è diventato il compagno ideale di una cassettiera un po’ troppo retrò che chiedeva anch’essa una ventata di novità.  

  • Décor,  Raccolgo storie

    Mai buttare un lampadario vecchio

    Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario. Baudelaire, Diari Intimi Ho una passione per il lampadari vecchi. Vecchi, non necessariamente antichi o vintage. Vecchi. Mi affascina pensare quante cene e quanti visi hanno illuminato. Quante volte sono stati accesi, spenti, di nuovo accesi, ancora accesi e poi spenti. Tempo fa ho recuperato un lampadario di Alessandra, la sorella di mia nonna, donna autonoma e creativa dal carattere e dai gusti già modernissimi. Appassionata di stile svedese negli anni sessanta amava l’arancione, gli oggetti poveri e i dettagli preziosi. E mi voleva molto bene. Suo era…

  • Décor,  Raccolgo storie

    Colori

    Ho scoperto le vernici Farrow & Ball un giorno per caso di qualche tempo fa camminando in una delle vie che affacciano su Piazza Vittorio a Torino. Immaginate una vetrina a metà tra un ingresso sontuoso di una casa inglese, un laboratorio di creatività, uno spazio onirico tappezzato di carte e delimitato da pareti cromatiche. I primi colori che ho acquistato sono stati Brassica e Dove Tale (qui li vedete additivi, molto più scuri e meno luminosi di come sono in realtà) perché mi piacevano i nomi:  brassica oleracea e ‘Storia di una Colomba’ e perché mi aveva colpito la loro natura polverosa a…

  • Décor,  Raccolgo storie

    Ogni oggetto racconta una storia

    Mi chiamo Cecilia e sono cresciuta a pane, libri e creatività. A vent’anni ho deciso che sarei diventata psicologa. Qualche anno dopo che avrei fondato una casa editrice. A trenta, ritrovandomi ad arredare la mia prima casa e osservando la Mole dal balconcino, ho capito che le storie si nascondono negli oggetti oltre che nelle parole. Ne ho parlato con mia mamma, nel campo dell’estetica dell’arte da una vita. Con lei ho iniziato a girare per mercatini dell’antiquariato, robivecchi e svuotacantine, ho imparato a osservare in maniera nuova le case degli amici e senza alcun programma mi sono ritrovata a…